MONITORAGGIO E MISURAZIONE
Altra tipologia di risorse (non umane) è quella
funzionale al monitoraggio ed alla misurazione della conformità
dei prodotti e dei servizi ai requisiti richiesti dalla Norma.
Le risorse che
l’Organizzazione deve mettere in campo dovranno essere:
·
Adatte alle attività di
monitoraggio e misurazione;
·
Mantenute sempre conformi
alle attività cui sono destinate.
L’ovvietà di tali affermazioni è palese: se
produco e vendo olio di oliva una fettuccia metrica da venti metri mi serve a
poco.
Sia la metodologia di
monitoraggio e sia i risultati delle
misurazioni dovranno essere sempre conservati, sia in formato cartaceo che
digitale, al fine di avere sempre disponibili i dati per verificare l’adeguatezza
e l’efficacia dei processi sottesi.
In altri termini la Norma
ci suggerisce di prestare una particolare attenzione a tali risorse perché fondamentali alla riuscita del
sistema.
Il concetto era già stato
esplicitato dalla Norma nella sua
premessa in cui veniva introdotto il metodo del P.D.C.A.
Continuando a leggere la
Norma, questa introduce un requisito alla base di tutto il processo di
monitoraggio e misurazione: la riferibilità.
Questo termine rappresenta
“la proprietà di una misura di
essere rapportata con valori noti a
campioni noti, attraverso una catena
ininterrotta di confronti”.
Il requisito della
riferibilità si persegue attraverso la taratura degli strumenti di monitoraggio
e misurazione. Se uno strumento viene periodicamente tarato il margine di
errore sulla misurazuione si riduce drasticamente.
Quindi le azioni che devono
essere messe in campo relativamente a tale requisito sono rappresentate da:
·
Una periodica taratura dela
strumentazione di misurazione e monitoraggio;
·
Conservazione dei risultati
della taratura e delle eventuali manutenzioni eseguite sull’apparecchiatura;
·
Manutenzione e corretta
conservazione delle apparecchiature stesse.
Per chiudere il
sottocapitolo relativo alle risorse la Norma introduce e spiega cosa sia la conoscenza
organizzativa. Viene spiegata piuttosto bene nella nota 1 al paragrafo; tale nota definisce
la conoscenza organizzativa come conoscenza della Organizzazione attraverso
l’esperienza; tali informazioni dovranno essere condivise ed utilizzate per il
miglioramento della stessa Organizzazione.
La nota 2 dello stesso paragrafo definisce su
cosa possa basarsi la conoscenza organizzativa; si sofferma sulle riosorse
interne (intese come successi dell’Organizzazione, condivisione di conoscenze
ed esperienze, risultati dei miglioramenti ottenuti sui processi, ...) e sulle
risorse esterne (ad esempio i fornitori).