mercoledì 30 ottobre 2024

 

IL RISCHIO E’ SEMPRE DIETRO L’ANGOLO

 

(l’APPPROCCIO PER I RISCHI SECONDO LE NORME ISO)


A tuo rischio e pericolo…”; quante volte abbiamo ascoltato questo monito. A prima vista sembra simile a modi di dire che uniscono due termini pressochè analoghi per descrivere una situazione peggiore di quanto sembri, come ad esempio “fuoco e fiamme” o “tuoni e fulmini”.

       In effetti rischio e pericolo sono due termini che rappresentano situazioni differenti, anche se strettamente collegate tra loro. Per comprenderne la differenza si esamini il significato dei due termini:

  • Pericolo: È una condizione o una situazione che ha il potenziale di causare un danno.
  • Rischio: È la valutazione della probabilità che il pericolo si concretizzi e delle conseguenze che ne potrebbero derivare.

In effetti il rischio non rappresenta  soltanto  la presenza di un pericolo, ma anche la possibilità del verificarsi di un evento positivo (in questo caso si parla di opportunità), oltre la valutazione della probabilità che questi si possano verificare  e che portino  le loro conseguenze (danni o guadagni).

       Nella trattazione dell’argomento non verrà considerato il termine pericolo poiché, come descritto in precedenza, è  legato al termine rischio.

Il termine "rischio" può avere diverse sfumature, come può avere una valenza sia negativa che positiva,  a seconda del contesto in cui viene utilizzato, ma in generale è possibile definirlo come precedentemente riportato:

Rischio: La possibilità o la probabilità che si verifichi un evento negativo (pericolo) o positivo (opportunità), un danno, una perdita od un guadagno.

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    L'approccio per i rischi, o risk management, è un processo sistematico che consiste nell'identificare, valutare e gestire le potenziali minacce e opportunità che potrebbero influenzare il raggiungimento degli obiettivi di un'organizzazione, di un progetto o di un'attività.

       E’ divenuto un “requisito” nella Norma UNI EN ISO 9001 del 2015.



     L'argomento è stato riassunto in maniera drastica poichè è molto ampio. il saggio completo e pronto per essere visionato/scaricato nella pagina di DOWNLOAD



  

domenica 20 ottobre 2024

 

IL “CLIENTE” QUESTO SCONOSCIUTO

       A parte la famosa frase fatta “il cliente ha sempre ragione”, sappiamo cosa realmente oggi rappresenti il cliente?

       Fino a qualche anno o decennio fa, si acquistavamo beni e servizi funzionali alle personali soddisfazioni ed ambizioni.

Oggi si acquistano beni e servizi funzionali ai propri bisogni, urgenze  ed esigenze.

Se si aggiunge  la distorsione del mercato voluta da politiche a livello globale che tendono a sovvertire drasticamente lo “status” (ad esempio il passaggio forzato all’elettrico nel settore dei veicoli) si completa il quadro all’interno del quale le aziende stentano a “riconoscere” il proprio cliente.

       Quindi definire, oggi, il cliente come una persona od una  organizzazione  che acquista beni e servizi da una azienda risulta molto riduttiva.

       Una azienda che produce scarpe, una volta, bastava che il proprio cliente avesse perlomeno un piede e che la propria produzione rispettasse le norme del settore.

       Attualmente la stessa azienda è costretta a definire più figure di potenziale cliente ed a valutarne le sue singole esigenze.

       Quindi la definizione di Cliente potrebbe essere quella di persona od organizzazione che acquista determinati beni e servizi da una azienda secondo le proprie esigenze e necessità.

       Nell’attuale situazione di mercato le aziende di produzione o fornitrici di servizi sono costrette a definire figure diverse di “cliente” , di definirne bisogni e criteri di accettazione e tutto ciò che possa portare all’allineamento del proprio prodotto o servizio  a tali requisiti.

       Inoltre definire il proprio “cliente ideale” aiuta le organizzazioni a:

  • Visualizzare i tuoi clienti: Dare un volto e una voce ai tuoi segmenti di clientela.
  • Prendere decisioni migliori: Guidare lo sviluppo di nuovi prodotti o miglioramento dei servizi, la creazione di campagne marketing e l'ottimizzazione dell'esperienza cliente.
  • Comunicare in modo più efficace: Creare messaggi che risuonino con i tuoi clienti e li coinvolgano emotivamente.

Il cliente ideale è un profilo dettagliato di quella persona o azienda che trae il massimo beneficio dai prodotti o servizi erogati dalla propria azienda.

 Non si tratta di un semplice target demografico (età, sesso, luogo di residenza), ma di una rappresentazione più completa che include:

  • Interessi e passioni: Cosa li motiva? Quali sono i loro hobby?
  • Problemi e sfide: Quali sono le loro maggiori difficoltà?
  • Obiettivi: Cosa vogliono raggiungere?
  • Comportamenti d'acquisto: Come si informano? Dove acquistano?
  • Valori: Cosa è importante per loro?

Un modo per determinare le figure di clienti ideali può essere sviluppato secondo i seguenti passi:

1.  Analizzare i propri clienti storici ed attuali:

o    Condurre interviste o sondaggi per capire cosa li ha portati a scegliere la propria organizzazione.

o    Identificare le caratteristiche comuni dei propri  migliori clienti.

2.  Creare un profilo dettagliato:

o    Utilizzare una persona (o un'azienda) come esempio per rappresentare il proprio cliente ideale.

o    Assegnare un nome, un'età, un lavoro, degli hobby, dei problemi e degli obiettivi.

3.  Utilizzare  gli strumenti giusti:

o    Buyer persona: Un modello utilizzato nel marketing per rappresentare il cliente ideale in modo visivo e dettagliato.

o    Customer journey map: Un diagramma che illustra il percorso del cliente dalla consapevolezza del bisogno all'acquisto.

4.  Rendere il profilo dinamico:

o    Il proprio cliente ideale può evolvere nel tempo, quindi occorre aggiornare  il profilo regolarmente.

Concludendo, definire il proprio cliente ideale è un processo iterativo che richiede tempo e attenzione. Tuttavia, i benefici che ne derivano sono inestimabili. Un profilo chiaro e dettagliato ti permetterà di creare una strategia di marketing più efficace e di costruire relazioni durature con i tuoi clienti.


NOTA - nella pagina di download sarà disponibile il documento intero .

 

giovedì 10 ottobre 2024

 

CHE FINE HA FATTO LA UNI EN ISO 9001/2025?

 

       Nella sua lunga storia la UNI EN ISO 9001 si è evoluta adeguandosi all’evoluzione del mercato, dell’innovazione e della tecnologia.

       L’adeguamento, generalmente, avveniva ogni sette od otto anni, infatti:

·        UNI EN ISO 9001- 9002- 9003  vedono la luce nel1987, con una revisione nel 1994;

·        UNI EN ISO 9001/2000 (detta Vision 2000) esce, appunto, nel 2000 e cambia radicalmente l’approccio alla qualità sopprimendo le UNI EN ISO 9002 e 9003;

·        UNI EN ISO 9001/2008 esce nel 2008 in successive edizioni cje, comunque, non stravolgono l’impianto originario;

·        UNI EN ISO 9001/2015 attualmente in vigore porta un notevole  mutamento sia sulla maniera di implementare il sistema, sia su una più mirata attribuzione di responsabilità.

 

La revisione della UNI EN ISO 9001/2015 era prevista per il 2025, ma è stato deciso di prolungare la sua validità ancora per qualche tempo.

Il motivo di questa decisione risiede, principalmente, nella stagione del COVID 19 che ha messo in ginocchio l’intero sistema globale produttivo ed economico. Difatti, durante questo periodo, le aziende hanno avuto difficoltà a mantenere il loro livello qualitativo.

Altra motivazione è rappresentata dall’aver valutato come non necessaria la stesura di una nuova revisione poiché i benefici che avrebbe portato non potevano giustificare sia i costi che l’impegno richiesto per l’operazione da parte della ISO.

Per le aziende questo rinvio comporta, come conseguenza, i benefici di una stabilità normativa con l’opportunità di consolidare  i propri livelli qualitativi.

 

       In ogni caso restiamo sempre in contatto con l’ISO poiché non ci sono stati comunicati tempi certi sull’uscita della nuova revisione.