sabato 31 gennaio 2026

 NON SCHERZIAMO…L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON POSSIEDE DOTI ORACOLISTICHGE E DIVINATORIE.

        Probabilmente la situazione ci è sfuggita di mano: al pari della velocità di sviluppo dell’intelligenza artificiale fa riscontro un aumento esponenziale della disinformazione sul tema.

        Molte persone sono convinte che l’IA sia talmente evoluta da poter risolvere qualunque problema in modo autonomo e di poter “decidere” cosa debba farsi in determinate situazioni.

        L’IA, a seconda di come viene “addestrata”, è in grado di generare immagini, video ed altro semplicemente attraverso delle linee di testo, oppure è in grado di rispondere a qualunque domanda o fornire soluzioni, le più probabili, a determinati problemi.

        Il tutto è basato sui dati con cui l’IA viene “addestrata”  e sulla capacità e velocità di elaborazione degli algoritmi di funzionamento. Ciò significa che le risposte dell’IA  sono quelle più probabili e non quelle certe.

        L’IA nell’analisi di un processo, basandosi su dati storici (cos’è successo in precedenza, cosa succede oggi), è in grado di prevedere l’andamento del processo nel futuro ma, sempre, basandosi sul confronto, catalogazione dei dati e probabilità di verificarsi di un evento (come può trasformarsi il processo in futuro).

        Tutto questo non ha nulla di oracolistico o divinatorio in quanto i dati di addestramento li forniamo noi umani, gli algoritmi di funzionamento sono programmati da noi,  il controllo è sempre umano.

        Per ultimo consideriamo che soltanto l’essere umano possiede il cosiddetto “libero arbitrio” e, quindi, è in grado di operare scelte e prendere decisioni al di fuori della “probabilità” che, spesso, si rivelano vincenti.

        Diamo all’IA il suo giusto valore e ruolo ed usiamola come uno strumento che possa contribuire a facilitarci la vita e non di più.

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